Chiarezza sugli editori: medi e piccoli si dividono le briciole

 

 

libri

Volevo far chiarezza sulla questione delle case editrici e sulla difficoltà di distribuzione. Parecchie persone, da quando qualche giorno fa è uscito il mio settimo romanzo “Al di là della linea bianca” edito da CTL Livorno, mi hanno chiesto: “Ma a Torino si trova in libreria?” “E a Roma?” “In quale libreria lo trovo a Parma?”. Tutte domande lecite, perché un libro dovresti trovarlo in libreria. Logico. Il problema, oggigiorno, non è così semplice da risolvere; innanzi tutto perché in Italia ci sono all’incirca più di 1.500 editori attivi e il 75% dei titoli pubblicati fanno parte dei “grandi editori” (inutile dirvi quali sono). Di librerie ce ne sono più o meno 7.000. Ora, se anche il mio editore volesse spedire almeno 5 copie ad ogni negozio, dovrebbe stamparne 35.000. Fate un po’ voi i conti. Ma il problema è un altro: tutte le librerie hanno spazio al 75% (come detto sopra) per le grandi case editrici, il rimanente 25% se lo dividono gli altri. E sarebbe impossibile esporre, in quel poco spazio, le opere degli altri piccoli e medi editori. Tutto questo discorso sta a significare che se vi interessa comprare un libro che non sia sugli scaffali del vostro negozio preferito, ordinatelo direttamente all’editore, tanto oggi è facile pagare con Paypal, con carta di credito o bonifico. Così facendo aiutate noi che scriviamo, gli editori seri e bravi che non hanno la forza dei grandi, e voi leggete. Per esempio, se volete il mio libro, voi che abitate a Torino, Milano, Catania, Cagliari o Ancona, andate qui e poi fatemi sapere: https://www.ctleditorelivorno.it/…/al-di-l%C3%A0-della-line…

Set 24, 2019 - Senza categoria    No Comments

“Al di là della linea bianca”, settimo romanzo di Sergio Consani

Scritto da Sergio Consani

La vera storia di Marco Brucioni

La storia vera di Marco Brucioni inizia sin da quando, alle scuole elementari, rifiuta le regole, la disciplina, le imposizioni. La maestra, per punire i “cattivi”, traccia una linea bianca con il gesso sul pavimento, in un angolo dell’aula, e relega l’alunno in quello spazio, sotto gli sguardi degli altri bambini, imponendo di non superare quella linea. Marco invece la supera.
Da qui inizia la sua vita da ragazzo terribile, sempre leader nel gruppo degli amici, non ha paura di niente, coinvolge i compagni nei furti all’interno dei negozi, poi inizia a vendere droga leggera, così, per racimolare un po’ di soldi.
Ma il denaro è diabolico, ti spinge a farne sempre di più, e allora si passa a spacciare cocaina e eroina, fino a che anche Marco inizia a drogarsi.
Lo arrestano a diciotto anni, conflitti con i genitori e i fratelli, la morte del padre, il suicidio del fratello, i viaggi per comprare e vendere la droga, i pericoli, di nuovo il carcere.
Un inferno.

“Al di là della linea bianca” è il settimo romanzo di Sergio Consani, edito da CTL Editore Livorno.

Per ordinare il libro direttamente alla casa editrice clicca QUI

Una soddisfazione l’apertura del giornale on line 57100livorno

57100 Livorno per FB II volta57100livorno.it è nato il 1° settembre 2015 ed è una soddisfazione vedere come sta crescendo, grazie a me, a Marcello Bottoni, Stefano Corucci e Fabio Buffolino, il Direttore responsabile. Non è semplice mandare avanti un giornale, anche se, rispetto al cartaceo, un quotidiano on line ha decisamente meno spese. Ma questo non vuol dire che le spese non ci sono, per cui, essendo un giornale gratuito dove chiunque può accedere e leggerlo, abbiamo bisogno di sponsor e pubblicità. Ma ce la stiamo facendo, molti credono in noi e dunque siamo fiduciosi che 57100livorno.it crescerà sempre di più. E qui voglio ringraziare tutti i lettori che ci seguono, sia sul sito, sia sulla nostra pagina Facebook.

Mar 25, 2015 - musica    No Comments

Aprile nel nome del Jazz a Livorno

JBJ Quartet

 

Aprile è il mese del Jazz a Livorno. C’è l’Unesco di mezzo, mica roba da ridere! E io con il mio gruppo, il JBJ Quartet, ci sono. Il 9 aprile al Teatro di Collesalvetti, e il 28 al Teatro Vertigo di Livorno. Due belle serate dove si può suonare del buon jazz, dove i nostri pudori si dissolvono sulle tavole di quei palchi. Il jazz. Una musica che tanti dicono sia d’elite; ma non è così. Certo, un minimo di conoscenza musicale bisogna avercela, l’orecchio deve essere un po’ abituato ai quei suoni che sono diversi dalle canzoni che si ascoltano alla radio, ma non ci vuole molto a capire quelle note, quelle armonie particolari: basta mettersi lì, seduti ad ascoltare, guardando le mani dei musicisti, godendosi lo spettacolo senza pensare a niente. Noi musicisti non dobbiamo far altro che comunicare le nostre emozioni, e se voi le recepite e ogni tanto vi corre qualche brivido lungo la schiena per un bell’assolo del batterista o l’improvvisazione del pianista o la voce melodiosa della cantante allora vuol dire che abbiamo raggiunto il nostro scopo. Non abbiate paura delle cose che non avete mai visto o ascoltato, mettete alla prova il vostro orecchio, dateci la soddisfazione di vedervi seduti di fronte a noi, felici, spensierati per un paio di ore. Livorno (e anche Pisa e le province) offre tanti spettacoli durante tutto il mese di aprile, e a basso costo. Andate almeno ad un concerto. Non ve ne pentirete.

Gen 12, 2014 - blog life    No Comments

Livorno addormentata…

Amo Livorno, perché qui sono nato, l’ho lasciata per tanto tempo, poi, qualche anno fa, dopo aver girato mezzo mondo e vissuto a Roma per più di trent’anni, sono tornato all’ovile. Sto cercando con tutte le mie forze di risvegliare questa città che sembra essersi assopita, quasi ipnotizzata da un qualcosa che non riesco ancora a decifrare bene. Agli inizi del Novecento Livorno era la culla dell’arte e della cultura, c’era un grande movimento di artisti, tutto era in grande fermento, la creatività si respirava in ogni ambiente. Pian piano la città è diventata simile a tante altre, a quelle con poca storia, a quelle che interessa solo seguire le indicazioni di una Tv commerciale che elargisce solo consigli per comprarsi un’auto nuova, come dimagrire, come apparire, come essere sempre alla moda. Insomma, è l’esatto contrario di quello che un uomo dovrebbe essere: se stesso, consapevole dell’essere e non dell’apparire. La colpa l’attribuisco anche ai nostri politici, a quelli che guidano con troppa superficialità questa città stanca, a questi politici troppo sicuri di essere sempre rieletti. Sì, perché Livorno è sempre stata rossa e mai si è messa in discussione lasciando che altri partiti provassero a fare qualcosa di più. Ve lo dice uno di sinistra. Tant’è che questa volta non voterò un Sindaco di sinistra. Di certo non ne voterò uno di Destra, ma un’alternativa la troverò. E’ bene mettere un po’ di paura a questi che si sentono sempre in una botte di ferro. Hai visto mai che troveremo un assessore alla cultura davvero attento alla cultura? Tremate gente, perché molti livornesi sentono il bisogno di cambiare, di tornare ad essere una città creativa, stracolma di artisti e di intellettuali, di pittori, scrittori, musicisti. Tramonto Terrazza Mascagni

Lug 20, 2013 - blog life    No Comments

A Vincenzo Cerami

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Vincenzo Cerami non c’è più. Se n’è andato dopo una lunga malattia, e la morte non risparmia nessuno, né artisti, né geni, né santi né eroi. L’ho conosciuto Vincenzo, e ne vado fiero. Abbiamo lavorato insieme durante le lunghe tourné con Nicola Piovani, portando in tutti i teatri spettacoli come “Il Signor Novecento”, “La cantata del Fiore e del Buffo”, e “Canti di scena”, in cui Vincenzo appariva sul palco, seduto vicino a un timpano e raccontava delle storie. Ho anche un libro che lui stesso mi ha regalato, con una dedica: “A Sergio, che dà ritmo alle mie parole”. Già, perché io suonavo la batteria. In più per me è stato – forse a sua insaputa – un maestro, perché io allora avevo già cominciato a scrivere qualcosa, una sceneggiatura, e a lui chiedevo consigli e suggerimenti. E lui pazientemente me li dava. È come aver fatto un corso di scrittura! Un tipo introverso Vincenzo, con lo sguardo basso, schivo, sempre vestito di scuro: un’anima in subbuglio, in continua evoluzione. Ma aveva anche un gran bel senso dell’umorismo, tagliente, immediato, con le battute accompagnate dal solito mezzo sorriso ironico. Tanti ricordi quindi in questo album della mia vita, orgoglioso di aver conosciuto gente di alto livello culturale e di aver imparato qualcosa che forse, quando un giorno la morte prenderà anche me, mi servirà per non morire con un senso di frustrazione. Addio Vincenzo.

Apr 7, 2013 - Senza categoria    2 Comments

Con la Cultura si DEVE mangiare

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La Cultura italiana, in Europa è all’ultimo posto. L’Istruzione al penultimo. Non c’è di che stare allegri. Ne sentivamo già l’odore acre di questo totale impoverimento, ed ora le statistiche ce lo confermano. Vivo a Livorno e conosco bene la mia città, una volta culla di artisti e letterati, ora alla mercé della superficialità e del menefreghismo. E tante altre città italiane somigliano alla mia, lo vedo. Al di là della situazione economica nazionale, la gente non legge, non va a teatro, non partecipa alle iniziative culturali, se non in pochi casi. Non esistono più locali di pregio dove poter suonare, non esiste più niente. E la colpa è anche di chi ci governa, dei Comuni, delle giunte. L’Assessore alla Cultura potrebbe spiegarmi le ragioni per cui tante cose non si fanno in città, e sicuramente addosserebbe la colpa alla mancanza di denaro. No, non è solo questo, è che spesso c’è gente che ha brillanti iniziative e la burocrazia gli tarpa le ali. Non c’è sostegno da parte delle istituzioni e questo per i cittadini è un male. Lo dico con fermezza: la prossima volta non voterò un Sindaco di sinistra. Perché da troppi anni (e lo dico davvero con il groppo alla gola) ciò che ritenevo abile nel maneggiare le sorti della città si è dimostrato incapace. E la Sinistra adesso ha bisogno di una lezione, deve aver paura di perdere la sua radicata presenza in una città dove mai hanno vinto altre forze. I cittadini sono allo sbando, le strade impercorribili, i teatri e i cinema sosituiti da parcheggi, i vigili che non sanno fare altro che multe, arroganti e antipatici. La gente ha bisogno di Cultura, perché è con questa si affrontano i problemi. Diamo lustro alle nostre città. Spegnete la Tv e uscite, andate a vedere mostre, presentazioni di libri, sentire musica. A volte si trovano ottimi posti dove non si spende un euro se si vuole imparare qualcosa.

Gen 15, 2013 - Senza categoria    4 Comments

Serata Jazz al Camaleonte con il JBJ Quartet

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Il Jazz è una parola che oggi fa paura. Pare. I locali, appena dici loro che fai jazz, ti guardano come se fossi un animale in via di estinzione. “Il jazz… ma, sai… qui da noi si fa un po’ di latin, blues, karaoke e ogni venerdì c’è il dj…”. Ecco, questa è la risposta. Il mio gruppo, il JBJ Quartet, è formato da me alla batteria, Anna Rubini, cantante, Max Fantolini al piano e Giulio Boschi al contrabbasso. Jazz caldo, diversi brani composti da noi, qualche arrangiamento di pezzi standard. Una musica che si può ascoltare, senza pregiudizi. D’accordo, il jazz non è facile da digerire se non hai un minimo di cultura musicale, ma non è poi così difficile se t’immergi nelle sonorità e cerchi, una volta ogni tanto, di capire. Il 1° febbraio saremo al Camaleonte, un locale nel quartiere Venezia, in via San Marco 7, a Livorno. Chiunque sia nei paraggi venga da noi.

Dic 21, 2012 - Senza categoria    4 Comments

Caro Babbo Natale…

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Caro Babbo Natale, non ho niente da chiederti, perché se qualcosa deve arrivare è inutile che te la chieda. Vorrei solo augurare un bel Natale ai miei figli, a Silvia e Shaun, che siano felici e che sussurrino una piccola preghiera all’Universo, ringraziando per il regalo che hanno avuto: la vita. E forse nella prossima esistenza sarò un padre migliore. Sotto il cappello ci sono io, invisibile agli occhi di tutti, ma ci sono. Vi voglio bene.

Nov 9, 2012 - blog life    4 Comments

La notte…

 

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La notte non porta consiglio, ma dubbi, incertezze, a volte paure. Il buio confonde, porta i pensieri su una scala di grigi profondi indecifrabili. Le domande non hanno risposta e si intrecciano in una spirale di nebbia che non si dissolve mai. Il verso dei gabbiani instancabili nei loro voli notturni creano atmosfere hitchcockiane, il rumore di qualche auto lontana spezza un pensiero.

Perché? Quando? Faccio bene a fare così? Sì… no… non so… forse.

Ecco, la nebbia sale e attraversa il buio, il grigio e il nero si fondono come colori mischiati su una tavolozza, tutto si ferma, anche i gabbiani.

La notte è lunga, e il sonno non ne vuole sapere di portarsi via i colori che ormai avvolgono anche la luna che è fuggita via.

Il fruscio delle lenzuola, un leggero colpo di tosse per capire che sono vivo. Poi, all’improvviso, il torpore, e il sogno, puntuale, s’insinua nella mente.

C’è la mia vita in quei sogni, la mia vita perduta e malandata e quella sana e piena di verde e di rosso, di gioia e di sorrisi. Ma c’è sempre lei, è lei l’incontrastata protagonista, è lei che si rifiuta, che non parla, che non ama più. Eppure tra il passato acciaccato e il presente senza pesi sull’anima c’è qualcosa che non può non essere visto. C’è qualcosa di buono, mi pare di notare, c’è la possibilità che il mio spirito venga perdonato per ciò che di non positivo ho fatto. Me l’avete data voi quest’anima, signori miei, me l’avete dato voi il senso della libertà, qualcuno mi ha regalato la possibilità di sognare, e se poi i sogni non si avverano fa niente, è importante inseguirli.

Dunque inseguo te, fino alla morte, e se la morte mi sorprenderà, allora… allora non so… sarebbe meglio scambiarci due parole prima. Solo due parole. Mi bastano. Ma forse a te no.

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