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Ve lo dico, sono uno scrittore, neanche tanto giovane, ma si sa, nell’arte l’età conta poco. Camilleri insegna! Il problema che riguarda tutti coloro che scrivono (ma anche i lettori, visto che spesso si perdono nelle migliaia di libri che si trovano sugli scaffali delle librerie) bisogna valutarlo e commentarlo con determinazione. Le case editrici medio-piccole sono nei casini e non riescono (quasi tutte) a sbarcare il lunario, ma continuano con grandi sacrifici a lottare per sopravvivere. La questione imbarazzante è che troppe di loro pubblicano libri di autori (se così si possono chiamare) che s’improvvisano scrittori, per una semplice ragione: pagano. Già, chi non è sprovveduto sa bene che gli editori ti chiedono “un rimborso spese per la stampa” e se ti va bene inizi con 3000 euro. A meno che, come me, proponi: okay… io non ti dò un centesimo, però, visto che alla Mondadori non c’arrivo neanche se mi porto a letto la figlia di Berlusconi (perlamordiddio!), allora voi mi date un centinaio di libri e io m’impegno a venderli entro diciamo due o tre mesi. A me hanno detto di sì. E a voi?