Feb 1, 2009 - musica    15 Comments

Recensione a una bella serata

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Musica jazz. Non facile da ascoltare, ci vuole un orecchio un po’ particolare e abituato a certe sonorità che non sono troppo vicine al genere cosiddetto “leggero”. Tre strumenti: pianoforte, batteria e contrabbasso: nessun effetto elettronico, nessun marchingegno che mascheri le armonie di ciò che ascolti. Tutto allo stato puro, semplice, senza fronzoli. E poi la voce, che non si fa aiutare dagli effetti. Un esame continuo quello di suonare jazz. Non hai scuse né aiuti, ma solo il cuore che ti spinge, la passione, e la bravura. Essere bravi vuol dire anche avere tecnica, sì, ma se non “senti” quello che suoni o canti, la tecnica diventa inutile, è solo un’accozzaglia di virtuosismi che stanca e non ti da emozioni. Chi canta deve saper trasmettere le emozioni, così come il pianista con le sue improvvisazioni, il bassista con il suo swing che scivola sulle corde del contrabbasso, il batterista creando ritmi che non sovrastino gli altri. Ieri sera è stata una serata dove il pubblico sembra aver apprezzato la passione dei “Jazzin’ in Blue Jeans Quartet”, al Modì La Nuit. E questo incontro con il jazz diventerà un appuntamento che si ripeterà ogni mese. Ma dobbiamo “educare” la gente a venire ad ascoltare questo genere di musica che sembra allontanare solo perché si chiama Jazz, che ad alcuni sembra una parola che proviene da una musica stantia, non moderna, difficile da ascoltare. Non è così, e non lo dico perché io sono uno dei quattro componenti del gruppo, ma perché il jazz è nato tanti anni fa e rimarrà immortale, come la musica classica. E chi dice… “il jazz? a me non piace!”vuol dire che se l’ho ha ascoltato qualche volta non l’ha davvero ascoltato, ma solo sentito, magari di sfuggita. Invito tutti coloro che sono un po’ prevenuti e che non sono abituati a questo genere, a venire a sentire un po’ di jazz, almeno una volta. Vi garantisco che vi innamorerete. Un ringraziamento lo devo a Valerio D’Alelio, colui che gestisce (e che suona ogni sera al Modì) il locale, che ha capito che il Modì La Nuit, per quanto è carino e ben tenuto, può diventare anche un luogo di incontro per ascoltare del buon jazz. E grazie ai miei compagni, Anna Rubini, Max Fantolini e Stefano Del Bono.

Recensione a una bella serataultima modifica: 2009-02-01T12:19:00+01:00da sergio0591
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15 Commenti

  • Vorrei ringraziarvi per la bella serata che avete regalato a chi vi ha ascoltato. Siete molto generosi, tra di voi c’e’ un comune denominatore che arriva…l’amore e la passione per il jazz.
    Chi ha paura di questa musica, non deve fare altro, come hai sottolineato tu, avvicinarsi, mettersi in ascolto…man mano che entri dentro… le emozioni ti rapiscono… il cervello con l’anima entrano in comunione…ed e’ fatta!

    Bravo e coraggioso Valerio che con il suo locale riporta nella nostra citta’ un angolo di eleganza emotiva, un luogo dove ritrovarsi e’ un vero piacere!

    Complimenti e molte grazie Sergio a te e ai tuoi musicisti, noi ci saremo!
    Con vivace stima
    stefania

  • Grazie per la serata !! Nonostante la mia poca dimestichezza con il genere siete riusciti a farmi venire la voglia di saperne ed ascoltarne di piu’!!Merito della passione esibita!!
    Ciao ciao
    lisa

  • io ascolto jazz da una vita, ad un cero punto della mia vita ho provato anche a suonarlo. Ma devi capire che non tutti hanno la sensibilità per capirlo, quello che hai messo tu in audio, forse è di più facile comprensione poichè c’è una voce, ma non tutto il jazza è così. Ci sono sperimentazioni, che seppur io sia amante del genere, sono non solo difficile da apprezzare, ma da capire. Sentire un improvvisazione che dura venti minuti, non è cosa per tutti, solo chi conosce la musica può apprezzarla

  • Grazie Elisa e Stefania per i vostri complimenti, mi ha fatto piacere che siate state bene.
    In quanto a te, Epifasi, è ovvio che il jazz ha varie sfumature; il pezzo che ho inserito nel post nè un pezzo abbastanza semplice da ascoltare, uno standard che non ha tempo, uno di quelli che non moriranno mai. C’è anche il free jazz, inascoltabile per chi si avvicina al jazz, e neanche troppo ascoltabile per chi è un musicista: il free jazz è un’espressione “libera” che diverte molto chi lo suona e poco chi lo ascolta. Ma per chi ne sa poco è bene che inizia dalle cose più semplici. No?

  • si hai ragione

  • Il mio caro saluto semplice ma tanto caro,per te!

  • Passo poco da tutti….sta sera solo da te… ma ti porto sempre nei miei pensieri… mi fa piacere vedere che non ti dimentichi di me..un bacione

  • Ciao Sergio, non sono molto esperta di qesto tipo di musica.
    Come tutte le cose, restano belle quando non vengono deviate, ormai c’è un miscuglio di generi e stili in tutti i campi, non si capisce più cos’è musica, ballo, canto. Basta aprire la bocca e cantare o muovere i piedi e ballare. Il jazz è un’espressione interiore che a volte non arriva subito al pubblico. Non è da ascoltae alla raio o alla televisione, bisogna essere presenti per viverne l’atmosfera.
    Sempre in gamba…….un abbraccio

  • cato sergio, ti scrivo per chiederti un consiglio.
    Io vorrei presentare i miei racconti in qualche casa editrice, ma la maggior parte delle cose che vorrei presentare le ho messe sul blog. Tu sai se c’è qualche vincolo legale visto che le ho pubblicati sul mio blog.
    Grazie

  • Per Epifasi. Io non credo che ci siano vincoli legali, il fatto è che innanzi tutto dovresti subito toglierli dal blog i tuoi scritti, e poi bisogna vedere se l’eventuale casa editrice accetta di pubblicarli nonostante si siano già visti in giro. Sai… potrebbero anche averteli fregati; non credo che li avevi depositati alla SIAE! Però vi do un consiglio: non mettete mai sul blog o sui siti cose che un giorno magari pensate di pubblicare.

  • grazie sergio, ho cancellato solo quelli che non erano registrati alla siae. Ho lasciato anche alcuni non registrati ma i quali sono stati utilizzati per spettacoli di cui ho la video registrazione.
    grazie

  • sergio mi è venuto un dubbio. Se me li avessero già fregati? almeno se li lasciavo nel blog si poteva risalire alla loro data di pubblicazione.

  • Fai una cosa, Epifasi. Immagino che questi tuoi scritti li hai sul computer; allora salva tutti i documenti originali che hai in una cartella, soprattutto quelli che non hai depositato, e lasciali lì. In caso di controversia, tu un giorno puoi sempre dimostrare (andando sulla proprietà del docimento) che la data di creazione è stata il, per es., l’11 marzo del 2005. Questo “dovrebbe” bastare per dimostrare che sono tuoi. In ogni caso di solito rubano le idee, e non gli scritti interi.

  • grazie, infatti non essendo io scrittore è non avendo un gran stile, il mio forte sono le idee e non la forma scritta, è che mi rubino le idee che mi preoccupa, poichè non lo posso dimostrare. Comunque corrererò il rischio e farò più attenzione.
    Pubblicherò solo le ,mie cose più brutte.
    Grazie dei consigli sei stato molto gentile.

  • Sergio, grazie per la musica che definirei sublime..non so perchè, ma nell’ascoltarla mi ha riportata in Brasile…bravissimi la cantante e tutti i musicisti! ;-))

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