Dietro le quinte

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E’ il titolo della fiction che è nata da un’idea mia, di Marco Conte e Luca Dal Canto. Una serie di episodi per la tv, divertente, con storie che coinvolgono i protagonisti di un piccolo teatro di Livorno, docenti e allievi. Ragazzi che imparano l’arte della recitazione, della scrittura, della comicità e che sognano di calcare un giorno qualche paloscenico importante. Gli insegnanti, tra i quali c’è Marco Conte (che davvero insegna recitazione nella sua Scuola di Teatro Vertigo), hanno le loro storie da raccontare e da gestire. Amori, illusioni, sogni, invidie, gelosie… insomma, tutto ciò che la vita ci regala. La sceneggiatura del primo episodio di 50′ è stata scritta da me e da Luca Dal Canto, e quest’ultimo è anche il regista. Gli attori, giovani e meno giovani, provengono tutti dalla Scuola di Teatro Vertigo di Livorno e molti di loro, se non quasi tutti, sono alla prima esperienza di fronte ad una macchina da presa. Ci siamo gettati a capofitto in questa avventura, appoggiati dalla Film Commission di Livorno per l’organizzazione delle location, ma senza che nessuno, per adesso, ci abbia dato un euro. Nel senso che la nostra, con dei bei rischi, è una produzione a costo zero. Ma i mezzi non ci mancano, e il nostro amico Benny, venuto apposta da Firenze per entrare in questo progetto, ha messo a disposizione carrelli, steady-cam, luci, il crane e tutto ciò che può servire per girare un episodio di tutto rispetto. A dopo l’estate l’ardua sentenza.

Dietro le quinteultima modifica: 2010-05-31T18:53:00+02:00da sergio0591
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Commenti

Dietro le quinte — 13 commenti

  1. vada come vada… (si spera bene) la cosa più bella e sapere che c’è gente che si da fare e che ci crede…
    spargiamo in giro cenni di vita in questo paese che non fa di sicuro male!!!
    grazie per la visita su “Solo un opinione”…..

    ciaooo

  2. Concordo con te, caro Luca, quando dici che spesso e volentieri, per aiutare alcuni, tralasciamo i problemi dei nostri connazionali. Noi siamo un paese “buonista”, dobbiamo sempre far apparire agli altri paesi che siamo bravi e altruisti. E’ da quando abbiamo perso la seconda guerra mondiale che facciamo così. Sono i sensi di colpa, duri a morire.

  3. Ciao,guarda nemmeno io ho pregiudizi su nessuno, ci sono i buoni e i cattivi in ogni razza, precisavo solo che il problema non è tanto la battuta del silviè. E’ più scandalosa e immorale la sua battutina o il fatto che queste povere ragazze sono usate sfruttate e malmenate da qualche loro connazionale????? La signora che scrive la lettera aperta non si pone questo problema? Poi io non ho detto che non ci si deve interessare di chi ha bisogno solo perchè è straniero, no non ho detto questo, ma preciso che mi fa incazzare vedere le case dell’ ATER assegnate al 80% (almeno qui) a stranieri….e vedere persone nate e cresciute qui dormire sulle panchine in attesa di un alloggio. Ben venga uno straniero che si integra si comporta educatamente e non cerca di imporre le sue tradizioni o si permette pure di protestare per le nostre, il problema è che in Italia la maggior parte è a delinquere, causa il fatto che qualcuno anni fa ha aperto le porte senza curarsi di chi arrivava….ripeto…l’ albania e la romania sono ancora che ci ringraziano per averli privati del peggio.

    E’ si la Schiavone ha fatto l’impresa…e che impresa..
    ciao e buona giornata.

  4. ho dovuto spubblicare l’ultimo post
    per dare posto al ricordo della morte
    di un amico ieri in un incidente.

    Un abbraccio e buon inizio settimana.

    Ciao da Giuseppe.

  5. Troppo semplice quello che dici, Luca. Io quando vedo ingiustizie (come per esempio quella che ho letto sul blog di Titti) non guardo se una persona è albanese, marocchina, australiana o italiana: vedo il fatto e basta. E’ vero che ci sono italiani che muoiono di fame, ma questo non vuol dire che non ci dobbiamo interessare di chi non è del nostro Paese. Lasciami dire una cosa retorica: io non vorrei confini, il mondo è di tutti e il cuore che batte è di un colore unico. Che poi il nostro paese non riesca a governare come dovrebbe e che sarebbe suo dovere farci stare meglio è un altro discorso. E non ci dimentichiamo mai di quando noi italiani, più di cento anni fa, emigravamo come mosche. Allora volevamo essere rispettati da chi ci accoglieva, e così noi oggi dobbiamo rispettare chi accogliamo. Semmai controlliamo la clandestinità.

  6. ciao…..passavo da titti e ho letto il tuo commento…qui al nord le ragazze albanesi che sono sulla strada, sono sfruttate dai loro connazionali……ma che palle siamo italiani viviamo in italia e ci pestiamo le palle??ma basta…e daiiii….senza offesa e senza remore……..tutti a pernsare a albanesi rumeni cazzi e mazzi quando ci sono italiani che muoiono di fame hanno bisogno, bimbi da adottare e aiutare e tutti via in africa e paesi vari…ma cha CAZZO di popolo siamo?????? notte
    scusa l’intrusione mi presento sono Luca

  7. Allora non posso fare a meno di augurare a tutti voi di ottenere il dovuto riconoscimento. La passione c’è, così come la voglia di far bene. Che sia solo il primo di una lunga serie di iniziative…

  8. Sì… Marlon Stanco e Lamy Zia…:)))
    Vedi un po’ di picchià anche su’ tamburi, perché lunedì c’è da provà….
    O te lo sei scordato??
    Bonanotte…

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