Il cuore di Haiti non batte più

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Stime non ufficiali parlano di 200.000 morti. Come se un’intera città grande come la mia perdesse all’improvviso tutti i suoi abitanti. Poveri, sotto dittatura, governati da inetti, senza risorse, gli haitiani non hanno più niente. O meglio, quel poco che avevano non lo hanno più. Diversi anni fa sono stato su quest’isola dei Caraibi bellissima, sempre stracolma di turisti, eppure con un’economia mai decollata. Colpa di chi li ha guidati, da sempre. Gente senza scrupoli, assetata solo di potere. Le case costruite senza criterio, capanne, strade impercorribili, fame, malattie. Eppure, chi governa, un pollo arrosto ce l’ha sempre avuto sulla sua tavola imbandita, e molto, molto di più. Un’ennesima vergogna di quella parte di esseri umani che al popolo non ci tiene, che se ne frega di costruire case solide, da far star bene una popolazione che con il solo turismo potrebbe campare. Mi vergogno di questa gente che sfrutta i propri simili. Mi vergogno profondamente. Lascio un pensiero a questa povera gente che sta soffrendo non solo per il trauma subito, ma anche per la perdita di chissà quante persone care. Tutti dovremmo pensare che la vita non dura sempre 90 anni, ma che è da quando nasci che cammini costantemente sul filo del rasoio.

Il cuore di Haiti non batte piùultima modifica: 2010-01-16T21:56:15+01:00da sergio0591
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Commenti

Il cuore di Haiti non batte più — 18 commenti

  1. ho assistito giorni fa ad una stupida polemica in paese nata sulla fretta o meno di raccliere fondi senza neppure sapere a chi destinarli
    per via che ognuno diceva la sua e tutti avevano ragione
    e intanto nessuno ha ancora fatto niente
    passeranno ancora settimane a discutere e poi troveranno qualche altro punto di disaccordo
    come possiamo anche solo pensare di aiutare qualcuno che fra noi non ci facciamo altro che guerra?
    scusami questo pensiero triste e magari leggermente fuori tema

    ciao sergio
    buona settimana
    freddissima anche questa
    :-)mandi

  2. Ciao Sergio,uno dei terremoti più violenti che si ricordino e gli uomini spazzati via come fuscelli. La mia riflessione non va solo al malgoverno ,ma alla precarietà di questa nostra vita che dura talvolta come il “battere d’un ciglio” e ci dice la vanagloria dell’orgogliosa volontà di potere e di arricchimento.
    Un affettuoso saluto.
    Corinina

  3. Buon fine settimana con un aforisma di
    R. Tagore che amo tanto.

    «Dormivo e sognavo che la vita era gioia;

    mi svegliai e vidi che la vita era servizio.

    Volli servire e vidi che servire era gioia»

    Ciao da Giuseppe.

  4. Buio
    buio su Haiti
    buio sui sorrisi spenti dei poveri bimbi.
    buio sul loro futuro.
    anche quando il sole splendeva sui loro corpi,
    era buio.
    il buio dei nostri cuori
    che non vedevano la morte di quei bimbi ancora vivi.
    buio delle coscienze.
    buio che nasconde
    la nostra vergogna.

  5. Lo so che è tutto così maledettamente difficile, Cassandra, ma guai a farsi prendere dal pessimismo. Le cose si possono vedere anche da angolazioni diverse. Platone, con il mito della caverna insegna. Bentornata.

  6. sai, è stato il tuo perentorio torna a farmi riprendere la tastiera in mano…
    e ora vediamo…io affronto già le questioni, le seziono e le studio minuziosamente…poi il pessimismo prende il sopravvento, ed è tutto così maledettamente difficile!
    grazie eh…

  7. Ciao Sergio… passo per salutarti e per dirti che, come avrai già visto, ho cambiato il nome del blog, quindi inserisci tra i tuoi contatti questo nuovo perché il vecchio lo cancello!
    PS= Come va il corso?
    Un abbraccio…

  8. Che tristezza questa strage, provocata come sempre dal menefreghismo d chi pensa solo alle sue tasche..e caso vuole che siano sempre i deboli e già sofferenti a perderci tutto..anche la vita, ahimè. Oso pensare che questi eventi nascano per far riflettere seriamente sul fatto che è ora di cambiare…che stiamo andando tutti verso la rovina più rovinosa..in tanti per colpa di pochi..quelli non cadono mai :-((((
    Ciao Sergio…buona settimana che viene.

  9. Sì Stefania, queste tragedie dovrebbero far riflettere, ma il problema è che ci si riflette tanto quanto queste tragedie durano. Tra un po’ tutti si dimenticheranno, e allora via di nuovo a fare le lampade dall’estetista, comprare l’ultima camicia alla moda, mostrare alla gente l’auto nuova di zecca e sprecare tonnellate di pane ogni giorno in tutto il nostro Paese. Dici bene Bricciole… compassione mediatica…

  10. Tutto ruota attorno alla vita
    anche queste immense ferite
    che lasciano cicatrici profonde
    nella coscienza comune…
    come ogni volta che qualcosa
    rompe fragorosamente quell’equilibrio precario
    a cui quotidianamente ci aggrappiamo
    ma quante piccole “scosse”
    ogni giorno sfaldano l’illusione
    di una civiltà evoluta…
    quante vite si spengono ogni giorno
    causa la fame… le guerre…
    la nostra indifferenza…
    se non complicità di comodo.
    Poi una riflessione amara
    quanti di quei turisti…
    persone che sorridono ai bimbi “colorati”
    e magari fanno loro regali
    sono pronti ad accoglirli nelle proprie case
    o anche solo nel proprio paese…
    se non sull’onda della compassione mediatica?
    Grazie per questo post Sergio
    ogni cosa che fa riflettere è un grande dono.

    Bricciole……………………..

  11. Queste catastrofi dovrebbero fare riflettere…
    L’uomo e’ “niente” di fronte alla prepotenza della natura…
    dovremmo ridimensionare la nostra onnipotenza, anche se… personalmente onnipotente non mi sono mai sentita…
    buona domenica.

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