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Ago 28, 2011 - sport    4 Comments

Autogol

Pallone in rete.jpg

 

Troppo facile adesso sparare a zero sui calciatori e il loro ennesimo capriccio. Troppo scontato dire che sono viziati, spocchiosi, superficiali (salvo qualche rara eccezione).

Forse non si sono resi conto, data la loro giovane età, che lo sciopero è una cosa seria. D’altra parte lo sciopero è nella nostra Costituzione, e in pratica anche i nostri giocatori di calcio possono farlo.

Il problema è che questi ragazzi dovrebbero guardarsi un po’ di più in giro e vedere che le cose nel nostro Paese e nel mondo intero non vanno bene. Vergognarsi per essersi rifiutati di pagare una tassa è il minimo che dovrebbero fare, ma è pur vero che la solita logica del potere e del denaro li ha spinti a comportarsi in questo modo. Colpa anche delle società, quindi, poiché hanno iniziato loro – pagando alcuni giocatori (anni fa) con cifre iperboliche – a sconvolgere il mercato del calcio. Poi sono subentrate le televisioni, i diritti d’antenna, i soliti giri d’affari e… e adesso non ne usciamo più.

Non so come andrà a finire questa storia, se neanche la prossima domenica giocheranno, ma consiglierei vivamente ai tifosi che fanno a volte sacrifici per andare allo stadio, di starsene comodamente seduti in poltrona, o portare la famiglia in giro piuttosto che prendere freddo sulle gradinate.

Qualcuno ha detto che il vero motore del calcio sono i tifosi che vanno allo stadio: sono d’accordo. E allora fategli vedere chi siete. Scioperate voi. Forse servirà a poco, tanto le tv trasmetterebbero lo stesso le partite, ma sarebbe un segnale forte.

E poi, cari giocatori, lo sport non dovrebbe essere considerato un lavoro. La vostra carriera non è lunghissima, perciò, più o meno all’età di trenta-trentacinque anni potreste andare a lavorare come tutti. E poiché nel frattempo avrete messo da parte un bel po’ di soldi, potete inventarvi il lavoro che volete, a differenza di chi guadagna 1300 euro al mese, ha una moglie e un paio di figli, le bollette da pagare, il mutuo, le tasse, c’è da fare la spesa, ci sono gli imprevisti, le medicine, i libri, la scuola. Dico io… e voi, con un ingaggio che come minimo parte da 500.000 euro all’anno non volete pagare quella famosa tassa?

A zappare! Come ha detto una signora tifosa intervistata in tv.

Stavolta vi siete fatti davvero un autogol, e la gente non dimenticherà.