Set 22, 2012 - blog life    3 Comments

Le nostre città…

 

livorno, sergio, consani, ciechi,


Livorno, la mia città, non è più quella di una volta, un po’ come una mezza stagione che non esiste più, tanto per buttarla in retorica. La critico perché la amo, perché ci sono nato, perché non riesce ad esprimere quello che vorrebbe. Di chi è la colpa? Facile mettere sul banco degli imputati i politici, ma non è solo colpa loro. Intanto perché siamo noi cittadini a votarli, e poi perché i cittadini dovrebbero essere abbastanza coscienti nell’ammettere che c’è anche il loro stesso zampino. Io, per natura, sono uno che fa casino, che s’inventa un progetto al giorno da proporre, che va a parlare con un assessore o un impiegato del Comune, che non si arrende mai, insomma. E pensare che Livorno, agli inizi del Novecento era una città che tutta Europa ci invidiava. Le Terme, la cultura, i pittori, i musicisti, il mare… decine e decine di iniziative che facevano belli i livornesi, di cui andavano fieri, intrisi sempre e costantemente di arte e cultura e spettacolo. Oggi si arranca, da anni ormai, e non solo per colpa della crisi. Il Sindaco e i suoi uomini non sono all’altezza di gestire questa città saldamente da più di mezzo secolo in mano alla sinistra, di cui anch’io faccio parte ma che in loro oggi non mi rispecchio. Assenti, o presenti solo in alcune manifestazioni, svogliati, stanchi, senza più idee e senza voglia di farci crescere culturalmente.

I muri sono sporchi e le buche per strada non si contano più, ma ogni tanto i nostri capoccioni se ne escono con qualcosa di positivo per far vedere che ci sono: è il caso delle guide per ciechi che corrono lungo i marciapiedi. Non so quanto è costato quel tratto di striscia bianca che copre sì e no 500 metri di lunghezza, sicuramente non si tratta di spiccioli. Ora io dico, che senso ha fare un brevissimo percorso per i non vedenti? O fai tutta la città o niente. Con tutto il rispetto per i cittadini che hanno questo grave handicap non concordo con queste scelte, semmai lotterei per fare un percorso lungo e che abbia un senso, dove i ciechi possono abbastanza tranquillamente camminare in lungo e in largo, partire da casa e raggiungere anche vari negozi. Non lo so, ditemi voi se sbaglio. E intanto gli scooteristi cadono per terra infilandosi in quelle pericolosissime buche, oppure i ciclisti, o le stesse persone che camminano.

E poi puliamoli quei muri orrendi, non lasciamo che certi ragazzi deturpino la città, multiamoli, facciamoglieli pulire a loro, con la legge del contrappasso: tu sporchi? Tu pulisci. A spese tue. Ovvio.

Un po’ più di senso civico ci serve, un po’ più di amore per le nostre città. E poi non stiamo sempre a lamentarci: agiamo, facciamo qualcosa, non ci addormentiamo.

 

Le nostre città…ultima modifica: 2012-09-22T19:06:59+00:00da sergio0591
Reposta per primo quest’articolo

3 Commenti

  • Ciao Sergio e buon pomeriggio. Mi pare sia sempre più evidente, forse perché sempre più evidente è il degrado morale e culturale della nostra società, che non può essere solo responsabilità dei politici/amministratori delle nostre città. Intanto perché, come giustamente ricordi “…siamo noi cittadini a votarli…” e, quindi, già in questo siamo stati poco (direi per nulla) responsabili della scelta fatta. Ma ancor di più perché se le nostre città sono sporche e invivibili è “… perché i cittadini ci mettono anche il loro zampino….” Per una buca stradale, possiamo anche maledire il “governo ladro” che amministra i nostri comuni ma per la sporcizia che quotidianamente invade ogni angolo delle città e che ogni giorno aumenta, dobbiamo solamente rivolgere l’attenzione a quegli “incivili” che sporcano, imbrattano, danneggiano tutto ciò che li circonda.

    Gisutissimo il tuo spronare il prossimo ad agire, fare qualcosa, non dormire. Personalmente, aggiungerei l’invito a non considerarsi “il centro del mondo” perché di gente che pensa che tutto il resto del mondo ruoti intorno a lui e che questo esista in funzione della sua esistenza, ce n’è anche troppa. Altrimenti, un individuo così viene definito egoista e menefreghista.

    Purtroppo, la massa!

  • D’accordissimo con te Carlo.

  • Ciao Sergio

    un episodio, ero in macchina, ferma al semaforo, chi mi precede allunga la mano e fa cadere il pacchetto vuoto rialzando il vetro, scendo veloce, lo raccolgo, busso al vetro e lo fa scendere, gli tiro in faccia il pacchetto sibilando:

    “La città è anche mia”

    Semaforo verde e sto per ripartire, mi bussano al vetro e faccio scendere, una mano si allunga e

    “grazie per avermi fatto assistere a un gesto che potrò raccontare ai miei alunni”

    La mia collega seduta a finco ridendo mi chiede

    “ma se fosse stato un mattone”?

    Rsposta

    “gli avrei lasciato il segno indelebile e non si sarebbe ripetuto, ma sono sicura che lo ha già lasciato cadere guardando se sono dietro”.

    Il resto, concordo con Carlo.

    Buona serata Sergio ;-))

Lascia un commento