Archive from giugno, 2011
Giu 30, 2011 - blog life    22 Comments

Traslochi dell’anima…

 

Dalla camera (Medium).JPG

 

 

Un ennesimo trasloco, durante il quale lasci sempre qualcosa e ti porti via qualcosa di nuovo. Ma non di materiale, bensì elementi che fanno parte dell’anima. Lasci un pezzo di vita e ne componi un altro tra quattro mura diverse, completamente nuove, che di vissuto hanno poco o niente e sei tu a dover far vivere quelle stanze.

Quattro finestre esposte a ovest, perciò i tramonti sono assicurati. Li amo i tramonti, perché mi mettono addosso una gioia tristissima. E mi crogiolo nei pensieri quando il sole divente rosso e incandescente, quando muore per l’ennesima e milionesima volta. E poi rinasce, ogni volta. Ecco perché divento triste quando vedo il sole che muore e poi gioisco perché so che l’indomani l’alba gli ridona la vita. È un po’ come me questo sole: muore e rinasce senza che nessuno se ne accorga. Nessuno ci fa caso, ma quando fra cinque miliardi di anni morirà davvero, allora tutti lo rimpiangeranno. Ma non ne avranno il tempo, perché tutti moriremo con lui.

Amo queste quattro mura, sin dal primo momento in cui ci ho messo piede. Sono in affitto, ma chissenefrega, tanto se avessi fatto un mutuo di vent’anni sarebbero stati i miei figli a finirlo di pagare. Perciò meglio così, io pago e non lascio strascichi.

Dalla quarta finestra, cioè quella della camera, vedo un pezzetto di mare. Una striscia, niente di che, ma guarda caso è la parte che amo di più, verso il Molo Novo, là dove i ricordi s’intrecciano con l’amore, le vibrazioni, le speranze.

È l’equilibrio che cerco, io dannato artista musicista scrittore e ora – mi vien da ridere – quasi imprenditore per un’avventura in cui mi sono buttato. Un’imprenditoria creativa, ci mancherebbe, ma a volte la certezza di avere uno stipendio ti regala quella sicurezza che in questa vita pare sia indispensabile. Ora che dovrei teoricamente andare in pensione (si fa per dire), inizio a lavorare come tutti gli esseri umani normali. Non è mai troppo tardi. Finché c’è vita c’è speranza. Mai dire mai nella vita…

Giu 13, 2011 - libri e fumetti    5 Comments

Presentazione “Lo storno e la poiana”

 

consani, sergio, ebook, laportadeltirreno, libri, prospettivaeditrive, kappaeventi

Venerdì 24 giugno, alle ore 18,30, presenterò il mio nuovo romanzo dal titolo “Lo storno e la poiana”, edito da Prospettivaeditrice.

Questa mia quinta opera, al contrario delle altre, non è un libro tradizionale, ma un e-book.

Parliamoci chiaro, l’ho detto mille volte in altre occasioni: la carta è imbattibile. E non mi metto qui retoricamente a dire che non si può sostituire la carta con un file, perdendo così il tatto e l’odore. Il mio è un esperimento, qualcosa che ha a che fare con il mercato dell’editoria. Io scrivo libri e, possibilmente, ci terrei anche a venderli, ma il monopolio di alcune case editrici non permette a me e a tanti altri scrittori, di avere una giusta promozione e distribuzione. La forza delle case editrici medio-piccole è niente al confronte di quelle che hanno il potere di fare il bello e il cattivo tempo. Perciò, visto che non sono figlio di un politico, che non ho ammazzato nessuno, che non spaccio droga, che non sono amico né di veline né di calciatori famosi e che quindi un editore di grido non pubblicherebbe mai un mio libro, allora devo cavarmela da solo, affidandomi a qualche editore serio e capace (difficilissimo trovarne uno, vi avverto) e puntando su un mercato che si sta aprendo lentamente: quello tecnologico. E quindi ben vengano gli e-reader se questi ci danno la possibilità di vendere i nostri libri. Ben venga l’e-book se questo poi costa meno di un libro e diventa anche audio-libro, come il mio. E pensandoci bene anche i non-vedenti possono usufruire di questa tecnologia. Il che non è male.

Insomma, il mio editore, Andrea Giannasi, mi ha appena portato al Salone del libro di Torino e ha intenzioni serie, a differenza di altri con i quali ho avute delle esperienze a dir poco penose.

La presentazione dell’e-book sarà alla Libreria Gaia Scienza di Livorno, in Via di Franco 14, alle 18,30 e con me ci saranno due attori di grande talento: Marco Conte e Paola Pasqui. Leggeranno alcuni dialoghi con quell’ironia che li contraddistigue e di cui i personaggi del mio romanzo hanno bisogno per sopravvivere. Senza l’ironia è la fine.

Giu 2, 2011 - Senza categoria    12 Comments

Un calcio nel culo

 

 

Pallone.jpg

Si concretizza una volta ancora nella mia mente l’idea che una buona percentuale degli esseri umani è da buttare. Tanto per prendere ad esempio l’ultima, gli scandali nel calcio. Signori, Bettarini, Doni e compagnia bella sono (fino a prova contraria) indagati – e alcuni già arrestati – per aver manipolato le sorti di alcune partite. Calcio scommesse. Cioè soldi. Possibile che l’Uomo – un certo tipo di uomo – per il denaro si debba sempre macchiare di colpe? Perché non si accontentano di ciò che un lavoro normale e onesto potrebbe dargli? C’è chi spaccia, chi ruba, chi traffica armi, e poi, alla fine, ricco e contornato da ogni bendiddio, è rispettato e temuto. Il fatto è che che c’è gente che stima questi uomini perché in fondo “si sono fatti da soli”. Complimenti a chi li stima. Io, senza mai aver avuto la voglia di scendere a compromessi, vado in giro con un’auto vecchia di dieci anni, mi arrabatto per arrivare alla fine del mese, spero ancora che, scrivendo libri, qualcuno li compri, mentre altri, attratti dal denaro facile, ammazzerebbero la madre pur di avere il potere. Mi vanto di essere così, anche se spesso alcuni non capiscono. Figli compresi. Voglio morire dignitosamente, ho sempre detto a me stesso, e questo è un punto d’arrivo. Mi vanto di essere onesto. Non è poco oggigiorno. Un calcio nel culo ai calciatori e a tutti quelli che pensano che la vita sia solo un cospicuo conto in banca, un Suv e una maglietta firmata.