Archive from febbraio, 2011
Feb 28, 2011 - blog life    10 Comments

Il mondo sta cambiando

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Il mondo sta cambiando radicalmente. Oggi c’è la Libia che si ribella, e non è il primo Paese di quella zona fragile e pericolosa come una polveriera che lo fa. Gheddafi si ostina a mantenere un potere che ormai, alla luce dei fatti, ha perso. La gente si sveglia, Internet e i social network danno la possibilità di vedere oltre ogni confine, di capire che c’è qualcosa di meglio che non il burqua, l’excissione del clitoride, l’infibulazione, i regimi, la corruzione. La democrazia non è solo un sostantivo che si trova sul vocabolario, descritta come una forma di governo in cui la sovranità appartiene al popolo; la democrazia deve essere messa in pratica, adottata da ogni Paese. E ci riusciremo, piano piano ma ci riusciremo. È lunga la via verso una pace mondiale, è lunghissima la via prima di estirpare dalle menti dei martiri l’idea che essere un kamikaze porterà poi a sederci accanto a Dio, Allah o come questo dio lo volete chiamare. È ancora più lunga l’idea di sconfiggere la corruzione, ma se i popoli sono ben governati forse una piccola speranza esiste, perché la corruzione è solo una conseguenza di malesseri e frustrazioni. Certo, è addirittura forse utopistica l’idea di cambiare le menti di chi invece ci governa, perché sono loro che alla fine, chiusi nel vortice del potere, credono di essere invincibili, eterni, al di sopra della legge e quindi sono loro stessi a creare quei malumori nel popolo. Difficile che un onesto politico non si lasci catturare dai pericolosi ingranaggi del Potere, quello con P maiuscola; è l’Uomo che ha nel Dna il seme del male. E mi verrebbe da dire che, pur incontrando un uomo di potere “onesto”, anche lui ha un suo prezzo. C’è il lato positivo nell’Uomo però, come in tutte le cose: che il seme del bene è sempre più forte del suo opposto, ed è per questo che la speranza che un giorno la vera democrazia, la non corruzione, i buoni governi, i poteri giusti e la disciplina non imposta ma voluta prenderanno il sopravvento. Non ho idea di quando accadrà, ma accadrà.

 

(l’immagine è da ilcannocchiale.it)

 

Feb 23, 2011 - blog life    1 Comment

Autocensura

Mi autocensuro, sì. Ho tolto l’ultimo post che avevo scritto, perché mi sono reso conto che forse era troppo duro. Molti hanno scambiato la mia lista dei cattivi per una critica, quando in realtà era un modo provocatorio per svegliare le menti di qualcuno. Poiché l’idea di criticare la gente non è nelle mie corde, allora ho cancellato il post. Se qualcuno se l’è presa mi dispiace.

Feb 12, 2011 - blog life    3 Comments

Lettera aperta a Luis Durnwalder

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Carissimo Luis Durnwalder, nonché Presidente della Provincia di Bolzano, le scrivo una lettera sincera. Intanto posso darti del tu? Bene, allora senti… pezzo d’imbecille, solitamente rispetto i miei avversari, che siano politici o di altra natura, ma in questo caso mi sento di non farlo, per il semplice motivo che rispetto solo avversari intelligenti pur se con idee completamente diverse. Idee costruttive e non disfattiste. Hai dichiarato di non voler festeggiare l’Unità d’Italia e che voi di Bolzano vi sentite più austriaci che italiani. Guarda, io tra l’altro sono anche livornese, e la storia m’insegna ad essere – ricordandomi il 10 e 11 maggio del 1849 – contro gli austriaci e molto italiano. Se tu, caro Luis, non ti senti italiano, fai un sondaggio, un referendum o quello che ti pare, e vedi un po’ se Bolzano desidera non fare più parte dell’Italia. Se avrai consensi ti chiedo una cosa: vai pure a far parte dell’Austria, te e tutti i bolzanesi che lo vogliono. A me in fondo – anche se mi dispiacerebbe un po’ – se Bolzano si sente austriaca e vuole far parte di quel Paese, faccia pure. Non mi metterò a piangere. Ma ricordati, imbecille che non sei altro (non riesco a non darti dell’imbecille) che in questo momento delicato e critico del nostro… ops, del mio Paese, non fai altro che alimentare insofferenze e pericolosi pensieri sovversivi. Non abbiamo bisogno di questo. Questa è l’Italia. Se ti piace ci resti altrimenti puoi fare le valige e andartene. O meglio, resta a Bolzano insieme ai tuoi “austriaci” e chiedi che la cartina geografica sia modificata, riscrivendo i confini.