Archive from gennaio, 2010
Gen 16, 2010 - blog life    18 Comments

Il cuore di Haiti non batte più

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Stime non ufficiali parlano di 200.000 morti. Come se un’intera città grande come la mia perdesse all’improvviso tutti i suoi abitanti. Poveri, sotto dittatura, governati da inetti, senza risorse, gli haitiani non hanno più niente. O meglio, quel poco che avevano non lo hanno più. Diversi anni fa sono stato su quest’isola dei Caraibi bellissima, sempre stracolma di turisti, eppure con un’economia mai decollata. Colpa di chi li ha guidati, da sempre. Gente senza scrupoli, assetata solo di potere. Le case costruite senza criterio, capanne, strade impercorribili, fame, malattie. Eppure, chi governa, un pollo arrosto ce l’ha sempre avuto sulla sua tavola imbandita, e molto, molto di più. Un’ennesima vergogna di quella parte di esseri umani che al popolo non ci tiene, che se ne frega di costruire case solide, da far star bene una popolazione che con il solo turismo potrebbe campare. Mi vergogno di questa gente che sfrutta i propri simili. Mi vergogno profondamente. Lascio un pensiero a questa povera gente che sta soffrendo non solo per il trauma subito, ma anche per la perdita di chissà quante persone care. Tutti dovremmo pensare che la vita non dura sempre 90 anni, ma che è da quando nasci che cammini costantemente sul filo del rasoio.

Gen 13, 2010 - blog life    11 Comments

Un post per le Poste

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Esordisco con un bel “non facciamo di tutta l’erba un fascio”, onde evitare che gli impiegati degli Uffici Postali poi se ne risentano e si difendano rispondendo con un “io non sono così”. Sicuramente questi signori e signore che ti urlano attraverso il vetro divisorio per farsi sentire non si comportano tutti allo stesso modo, ma una larga e inaccettabile percentuale usa modi a dir poco irritanti. Vale per loro come per i vigili urbani il concetto che quel poco di potere che hanno lo sfruttano sino in fondo ed oltre, per inasprire i cittadini già oltre il limite della sopportazione a causa di crisi economiche, problemi quotidiani, sfiducia nelle istituzioni e nei politici, mancanza di sicurezza per il futuro. Bene, stamattina, di fronte ai cinque sportelli dell’Ufficio Postale sotto casa mia (ma solo tre sportelli erano attivi), dopo più di mezz’ora di attesa, un giovane sui 35 anni, tranquillo e paziente come tutti gli altri, si avvicina ad uno sportello con il suo bel numerino. Mostra all’impiegata un foglio dell’Inps, dicendole che quello è il documento che prova l’effettuazione di un bonifico a suo nome da parte dell’Inps sul suo conto postale. Il giovane è disoccupato, sento dire, e quei soldi – circa mille euro – sono, o dovrebbero essere già sul conto. L’impiegata gli urla che quel foglio non è un documento valido, legale o cos’altro, e che non può riscuotere quel denaro. L’uomo, pazientemente, cerca di spiegarle che all’Inps gli hanno consegnato quel foglio spiegandogli che avrebbe potuto recarsi alle Poste per riscuotere i soldi. La donna, ancora sbraitando attraverso il muro di vetro, chiede agli altri impiegati cosa debba fare. Gli altri le rispondono che non si può fare niente. Il giovane, che comincia ad agitarsi, le spiega che quel foglio gliel’ha consegnato l’Inps direttamente, e che basterebbe vedere se il bonifico è arrivato. La donna gli risponde che se anche fosse arrivato il bonifico non potrebbe riscuotere lo stesso, visto che quel foglio non è valido. Il giovane comincia a perdere il lume, e le dice: “Ho quei soldi sul mio conto e non posso riscuoterli?”. “Proprio così!” gli risponde acida la donna. Lui inizia a urlare, le chiede di fare una telefonata all’Inps, di controllare, le mostra documenti, codice fiscale, tesserini vari. Niente da fare. Bene, a questo punto il giovane perde le staffe, esordisce con un “andate a cagare!”, ribadisce che la burocrazia che attanaglia le Poste è ridicola, deprimente, esasperante. Le parole di risposta della donna sono arroganti e ti verrebbe voglia di strozzarla. Ma c’è il muro di vetro. Forse è per quello che l’hanno eretto. Tutti guardano l’uomo che ormai minaccia di tornare l’indomani con la Polizia (si salvi chi può) e se ne esce con l’ultimo “andate a fare in culo!”, usando il verbo “fare” per intero e non tronco. Lo stile nel linguaggio a volte è indispensabile. L’ennesimo litigio in un Ufficio Postale. Solidarietà al giovane disoccupato e incazzato con la burocrazia e con chi abusa del potere.

 

Gen 6, 2010 - musica    16 Comments

Concerto Jazz

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Domenica 10 gennaio, alle ore 21,30, The Cavern ospiterà il “Jazzin’ in Blue Jeans Quartet” per un concerto jazz. Il mio gruppo è formato da Anna Rubini, vocalist; Max Fantolini, piano; Stefano Del Bono, contrabbasso; Sergio Consani, batteria. The Cavern è un locale aperto da pochi giorni, in Via delle Sorgenti 215, a Livorno. I ragazzi che lo gestiscono amano la musica dal vivo, e ogni giorno c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire: jam sessions, concerti rock e jazz. Finalmente un locale nuovo all’insegna della buona musica. Dal vivo, ovvio. Vi aspetto.