Archive from giugno, 2009
Giu 26, 2009 - blog life    17 Comments

Amore e solitudine

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Due fratelli, nella scena di un film interpretato da Brad Pitt, hanno un faccia a faccia. Il maggiore dei due dice all’altro: “Io ho sempre rispettato le regole, ho obbedito a mio padre, ai miei superiori, a tutti, e tu di regole non ne hai mai rispettata neanche una. Eppure tutti ti hanno sempre amato più di quanto non abbiano fatto con me.” Ecco, Brad, un po’ bastardo, rivoluzionario, è amato dalle donne e dal padre più dell’altro. Le donne lo cercano il tipo così, bastardo e bello, testardo e amante della giustizia, romantico e duro allo stesso momento. Ma poi non c’è speranza: le femmine si accasano con quelli che rispettano le regole, e dei grandi amori, per i figli o le donne, rimane solo e sempre la soitudine. Neanche i figli a volte capiscono, se non quando sarà troppo tardi.

Giu 21, 2009 - Senza categoria    9 Comments

IL LIVORNO IN SERIE A

Il Livorno torna in serie A dopo un solo anno di permanenza in serie B. “Ci dispiace” per i nostri cugini pisani finiti in serie C, ma spero che tra una decina di anni rivedremo lo storico derby! Per adesso lo avremo con la Fiorentina! In questo filmato, io e il mio amico Graziano, con la maglia di Protti, ed io, con un k-way quasi amaranto, “calpestiamo” l’erba del Picchi insieme a migliaia di tifosi. Papi… rieccoci!
http://sergioconsani.myblog.it/media/01/01/1597178563.AVI

Giu 16, 2009 - musica    7 Comments

Concerto Jazz 21 giugno

Anna.JPGEccola qui Anna Rubini, la vocalist del Jazzin’ in Blue Jeans Quartet. Una voce calda per un jazz caldo come suoniamo noi. Domenica 21 giugno, alle ore 21,30, saremo all’Hotel Rex, sulla terrazza che guarda verso il mare, a suonare per voi. Il Rex è a Livorno in Via del Litorale 164, l’ingresso sarà di € 10 compresa la consumazione. Non ve ne pentirete se verrete ad ascoltarci. Gli altri componenti del quartetto sono Max Fantolini al pianoforte, Stefano Del Bono al contrabbasso e io alla batteria. E la domanda che vi faccio è: ma la musica per voi cos’è?

Giu 9, 2009 - opinioni    18 Comments

Livorno e la sua coerenza

D’accordo, il voto è libero e ognuno ha il diritto di scegliere chi vuole. Però questa volta molte persone si sono lasciate condizionare un po’ troppo dalla campagna elettorale della Lega o addirittura, da alcune parti, dall’estrema destra. Leggo il giornale stamani, e vedo che la Toscana rimane un baluardo della sinistra, e che Livorno è l’unica città ad aver subito in minimo della pressione del Pdl o di altri partiti all’opposizione. E ne sono orgoglioso, perché sono toscano, e livornese. C’è da dire che i livornesi, agli occhi di tutti, sono caciaroni, urloni, sempre sopra le righe, sarcastici, confusionari… ma gli va dato il merito che non cambiano idea troppo facilmente. Il sindaco Cosimi ha stracciato la concorrenza, e il Pd rimane ben saldo al suo posto. Questo per dire che non si può cambiare bandiera troppo facilmente, che se uno è di sinistra deve avere fiducia nel suo partito, criticarlo, sì, è doveroso, ma anche spingerlo ad essere sempre politicamente corretto e onesto, costruttivo e mai demagogico. La Lega sta facendo passi da gigante, ed è stata capace di conquistare “i territori”, andando sul campo a dire che “abbiamo bisogno di un Paese più sicuro e che non vuole l’immigrazione senza argini”. Ecco, quello della sicurezza e dell’immigrazione è un punto focale, e la Lega ha puntato su questo. E gli elettori indecisi, convinti che avremo un’Italia più sicura ha dato il suo voto a Bossi & C. E poi la percentuale dei votanti è stata pessima, ai minimi storici. Non va bene. Perché tu che non hai votato hai lasciato a me la responsabilità di decidere anche per te. Stanco? Qualunquista? Non va bene. Il voto, come si dice, è un diritto, ma anche un dovere, e allora poi non vi venite a lamentare se chi ci comanda non fa le cose per bene: voi avreste potuto ribaltare la situazione non l’avete fatto. Livorno, con tutti i suoi difetti, è coerente, e sono convinto che lo rimarrà molto a lungo.

Giu 6, 2009 - blog life    26 Comments

I poveri e la tecnologia

Sono un uomo tollerante, quasi sempre. Non sono razzista né vorrei che tutta quella povera gente che arriva dall’Africa con quei barconi mezzi sgangherati venissero respinti. Sono multietnico come la mia città, qualche volta compro fazzolettini o accendini dai senegalesi o do qualche spicciolo a chi me lo chiede. Non faccio distinzione fra un rom o un marocchino: sono tutti uguali. Uguali a me e a te. Però… c’è un però. Ieri passo davanti al supermercato che ho sotto casa, e lì, seduta sullo scalino della porta d’ingresso, c’era una rom che chiedeva l’elemosina, con la sua scatolina di cartone con qualche spicciolo dentro. Ma, indifferente alla gente che passava e che la guardava, lei era presa da un’animata discussione con il suo interlocutore. Al cellulare. Poveri moderni? Rom moderni e tecnolocizzati? Non ci sto. Perché se sei povero non ti puoi permettere il cellulare, e io non sono “in dovere” di farti l’elemosina per pagarti la scheda. Semmai ti do i soldi per un panino. Ma questa purtroppo è la differenza tra un rom (non tutti, ovvio) e un senegalese: il primo è spesso strafottente e non si vergogna né di parlare al cellulare di fronte a te o andare in giro con macchinoni di gran marca, mentre il secondo se non altro ti vende qualcosa, cercando di non perdere quella millenaria dignità africana legata ai grandi spazi e al tempo senza limiti.