Archive from ottobre, 2008
Ott 27, 2008 - blog life    25 Comments

Una domanda facile facile…

Ma cos’è l’amore? Sì, è questa la domanda facile facile. Io, dall’alto della mia “saggezza”, dei miei anni intrisi di amore-delusioni-gioie-dolori non l’ho ancora capito. Stupitemi con le vostre risposte, vi prego. E stupite chi ancora non l’ha provato, o chi l’ha provato e come me non ha ancora capito bene come funziona.

Ott 14, 2008 - blog life    36 Comments

CRISI

Il vocabolario ci spiega così la parola “crisi”: fase della vita individuale o collettiva, particolarmente difficile da superare e suscettibile di sviluppi più o meno gravi da superare. Crisi economica (in azione), crisi di governo (frequente), crisi di coppia (all’ordine del giorno), crisi di nervi (che dire?), crisi di coscienza (frequente). Siamo circondati dalle varie crisi, spesso impotenti di fronte ad alcune, più propensi a combatterne altre. In ogni caso siamo sempre faccia a faccia con una fase particolarmente difficile da affrontare. Oggi ci sta schiacciando particolarmente quella economica, e la cosa che maggiormente mi disturba è quella di vedere – in molti servizi delle varie reti tv – questi anziani scaricati da questo allegorico carro della vita, come zavorra. Lo so, non ci sono solo gli anziani in condizioni di disagio, ma oggi mi va di parlare di loro, per una semplice ragione: che i vecchi, spesso, sono soli. Una giovane coppia, che non arriva a fine mese, ha in mano la gioventù, la forza, la possibilità di esternare con il compagno la propria sofferenza, e trovare in esso un po’ di conforto. Il vecchio no. Il vecchio ha dato il suo contributo alla società, ora è stanco, spossato, forse non ha più la moglie accanto, forse morta, forse mai avuta. Non serve più. La vita lo relega nei bassifondi, là dove basta un piccolo starnuto per far venir fame, insaziabile, alla morte liberatrice. Al vecchio operaio si danno quattrocento euro di pensione. Al vecchio si danno i nipoti fino a che regge. Al vecchio si dice che non può rimanere in famiglia perché sai… la tua salute precaria… noi si lavora… come si fa?… forse in un centro anziani avresti tanti amici. Il vecchio è utile solo quando è giovane, è ovvio. È vero, c’è anche il vecchio rompicoglioni, quello dispotico, nevrotico, affetto da un morbo, sulla sedia a rotelle, smemorato, inaffidabile. Ma sì, diamogli un bel calcio nel culo, tanto a che servono! Vedo una vecchietta che piange con dignità di fronte ad una telecamera, piange una rabbia che non sfocia mai, rassegnata con i suoi trecento euro al mese, con un figlio che non va mai a trovarla e una figlia troppo indaffarata per andarla a trovare ogni giorno. Va be’, diamo un calcio nel culo anche a lei. Ha fatto la sua vita, che vuole di più? Oggi i giovani devono correre, non possono voltarsi indietro, se qualcuno cade… cazzi suoi! Tanto eri troppo vecchio per seguirci, e i vecchi che non riescono a tenere il passo… giù, dal carro. I Governi, nella loro proverbiale atavica immobilità, abbassano lo sguardo, scuotono la testa, dispiaciuti di fronte a questi vecchi che vanno a racimolare avanzi di frutta ai mercati in tarda mattinata, quando ormai i giochi sono fatti. Forse questi Governi sono dispiaciuti davvero, ma possibile che non ci sia soluzione? Crisi. Mi è venuta una crisi di nervi perché non avrò mai una risposta. Sto invecchiando… e forse anche i miei figli mi daranno un calcio nel culo. Lo ammetto: con tutti i miei errori commessi nella mia vita, non credo di meritarmelo.

Ott 4, 2008 - blog life    28 Comments

A proposito di Capitali della Satira by Matrix…

E’ capitata ad hoc la trasmissione di ieri sera a Matrix, condotta da Mentana sul tema “Capitali della satira”, dopo il mio ultimo post su Livorno. Ospiti in studio: Mario Cardinali, direttore del Vernacoliere, Paolo Ruffini e Dario Ballantini. In collegamento da Parma: Cristiano Lucarelli. Quattro livornesi DOC. Si parlava di quanto i livornesi siano un popolo di sarcastici burloni, anarchici incalliti, talentuosi artisti fuori dalle regole. Mentana si è sganasciato dalle risate. Ma non basta essere divertenti. Ruffini ha detto una cosa che, pur se vera, mi costringe a dargli addosso. Ha detto infatti che Livorno, città piena di talenti, non ha poi la possibilità di trattenere i suoi artisti, i quali devono per forza di cose andarsene in altre città che offrono di più. In un certo senso è vero, ma è pur vero che se abbandoniamo la città, non diventerà mai la culla di un qualcosa se non del solito cacciucco, le tope del Cardinali e “boia che mare che c’abbiamo!”. Ecco perché, caro Ruffini, sarebbe bene che ogni tanto ci riunissimo, noi scrittori, attori, conduttori, musicisti e artisti in genere, e facessimo sentire la nostra voce. Prendiamo una delle tante cantine lungo i fossi, fondiamo le idee e combattiamo affinché Assessorati alla Cultura, produzioni, teatri e quant’altro accolgano le nostre iniziative. Livorno era un ritrovo, un punto fondamentale degli artisti, una vera culla, appunto. Non lasciamola andare questa città. E anche te, Virzì (che ti ho fatto anche avere il mio ultimo romanzo e non mi hai neanche ringraziato), non avere la puzza sotto il naso: sei un livornese anche te, e anche se in Tv appari come un tipo alla mano, “ganzo” e intelligente, sappi che proprio di gente come te Livorno ha bisogno. Ricordatevi sempre – come disse una volta un famoso attore – che bisogna stare molto attenti alla gente che s’incontra quando si sale la scala del successo, perché è la stessa gente che incontrarai quando quella scala la scenderai.