Archive from settembre, 2008
Set 29, 2008 - blog life    19 Comments

Noi, gente di Livorno

E così anche Livorno, città che verso la metà dell’Ottocento era meta di artisti, di bella gente, di cittadini accoglienti, di palazzi architettonicamente bellissimi, sta diventando una città sporca, incivile, maleducata, inospitale come tante altre. Le bombolette spray hanno lasciato il loro segno su ogni muro, sulle saracinesche, sulle colonne, i gradini e perfino per terra. Motorini smarmittati, gente che passa la notte sotto le finestre e parla e urla come se fossero le quattro del pomeriggio. I livornesi si sono sempre sentiti un po’ fuori dal coro, ultimo baluardo del comunismo in virtù del fatto che il partito è nato proprio qui nel 1921. Noi abbiamo il mare, e in Toscana siamo gli unici “ganzi” ad avercelo. I fiorentini, i lucchesi, i pistoiesi, tutti vengono da noi. Anche i pisani. Siamo forti noi livornesi. Abbiamo il mare. Poi però c’è qualcuno che brucia decine di cassonetti, o qualcun altro che riga le auto in sosta. E poi c’è quel gruppo di ragazzi che sul muro ha appena scritto: fjhj hjoof rcdsf. Cosa vuol dire? Mah! C’è una scritta illeggibile, un segno, un marchio, come la pisciata di un cane per marcare il territorio. Ma i vigili dove sono? E la Polizia Municipale che fa? E il sindaco dov’è? Siamo forti noi livornesi. Siamo ironici, sarcastici, dispettosi, burloni come quei due che falsificarono le teste di Modigliani. Ma intanto l’arte sparisce, i cinema chiudono, la mostra di quadri alla Rotonda è diventata una vetrina per pochi professionisti e molti ciarlatani. Siamo forti noi livornesi. Anarchici fino all’osso. Ma per essere anarchici bisogna essere intelligenti, e soprattutto non rompere le palle al prossimo. C’è per favore qualche livornese che vuol dire la sua?

Set 20, 2008 - blog life    19 Comments

Una donna…

Aveva il sapore di pesche, aromatica, convincente, e le sue labbra avide sembravano chiedere il piacere, la soddisfazione, il culmine della conoscenza;

La bocca di lei. La donna che Raul pensava fosse colei che l’avrebbe seguito lungo il cammino della vita, senza volgere lo sguardo, dichiarando a se stessa e agli altri che il futuro era suo ed era lei a decidere ciò che ne doveva fare.

Era ingenua e forse presuntuosa, così come una ragazza di vent’anni può esserlo, senza veli, né pudori, né senso di responsabilità per sé e verso gli altri. Tutto, a suo dire, le era dovuto; l’ingenuità la faceva apparire paradossalmente misteriosa, colma di ideali irraggiungibili e inspiegabili persino per lei; la presunzione era semplicemente un orpello giovanile che si portava addosso, inconsciamente, magari supponendo che il mondo fosse lì per essere cambiato o che era tempo che qualcuno si decidesse a rivoluzionare il senso della vita, delle religioni, della società. Era lei che ballava leggiadra nella nebbia rara che si vedeva dalle nostre parti, cantando inni di gioia e di speranza; era lei che incitava al bene, all’utopia raggiungibile e probabile, al sogno realizzabile del siamo tutti uguali, al bene comune, all’amore.

Tutti erano innamorati di Lamas; i ragazzi, i genitori dei ragazzi, i preti, i professori, gli amici, i vicini, chi non la conosceva. Era un amore che provavano appena le puntavano gli occhi addosso, perché Lamas, al suo passaggio, liberava nell’aria un’enorme quantità tangibile di odori, profumi, sguardi, movimenti e gesti che non eri in grado di lasciarli passare inosservati. Era la donna e la femminilità in persona, la madre, la figlia, il dono dei sentimenti, dell’amore puro e della sofferenza implicita. Eppure parlava poco, spesso a monosillabi, a volte regalava una frase, altre volte un ciao, altre volte ancora t’incantava con un discorso ininterrotto che durava anche un minuto e dentro al quale c’era racchiuso un mondo. Un mondo suo, ma un mondo. Per questo, nuovo.

Teatro e Cinema: la sceneggiatura

Corso di sceneggiatura teatrale e cinematografica al VERTIGO, Livorno

Docente: Sergio Consani

La scopo di questo corso è di intraprendere un viaggio nel mondo della creatività usando come strumento la scrittura. Un cammino che permetta di affrontare la creazione letteraria e scenica e di valorizzare il Teatro. Il corso di scrittura avrà la durata di sei mesi e sarà articolato in una lezione settimanale di due ore. Saranno affrontati i temi tecnici riguardanti la sceneggiatura teatrale e cinematografica, attraverso un percorso stabilito:

L’idea (genere e argomento), Il soggetto (scaletta e trattamento), La sceneggiatura (impostazione all’americana), La struttura della storia, La caratterizzazione dei personaggi (protagonisti e antagonisti e figure di secondo piano), Il conflitto, La progressione drammatica, Il dialogo.

Gli allievi potranno lavorare in gruppi o singolarmente durante la stesura delle sceneggiature scelte durante il corso. L’intento è quello di preparare una sceneggiatura teatrale da mettere in scena alla fine dell’intero corso e presentare una sceneggiatura cinematografica ad eventuali produzioni. Il corso avrà inizio giovedì 2 ottobre, dalle ore 19,30 alle 21,30, ma con una novità: il 29 settembre infatti, alle ore 21, ci sarà una riunione aperta a tutti coloro che sono interessati al corso. Sergio Consani illustrerà agli invitati il percorso e i metodi adottati durante i sei mesi di lezioni. Tutti, curiosi e non, avranno libero accesso al Centro Culturale Vertigo per saperne di più ed eventualmente iscriversi.

Per info e costi: telefonare al numero 0586/210120 dalle ore 18 alle ore 20, dal lunedì al venerdì. Oppure scrivere una email a: vertigoteatro@tiscali.it

Centro Culturale Vertigo, Scali del Pesce, 11 – Livorno www.vertigoteatro.it