Archive from febbraio, 2008
Feb 28, 2008 - Parliamo di scrittura    19 Comments

Il corso non finisce qui…

La prima parte del corso termina venerdì 7 marzo, ma il 14 riprenderà per altri due mesi. Invito tutti coloro che vogliono aggiungersi a contattarmi: l’email la trovate su questo blog. Gli allievi che hanno fatto questo primo percorso di otto lezioni insieme a me hanno l’opportunità di viaggiare ancora un po’ nel mondo della scrittura; i nuovi credo che troveranno un ambiente accogliente. E per questi ultimi ho una cosa da dire: portate un racconto, breve, di sei o sette pagine, che avete già scritto o che ancora dovete scrivere. Non è un esame, è solo per vedere quanta voglia avete di iniziare a creare e a divertirvi. La prossima settimana darò notizia sui giornali di Livorno, Il Corriere e il Tirreno, di questo nuovo incontro della durata di ulteriori otto lezioni. Fatevi sentire e passate parola.

Feb 25, 2008 - blog life    23 Comments

Avrei voluto, ma…

Avrei voluto, ma… non l’ho fatto, o non ci sono riuscito, o me lo hanno impedito, o ho avuto paura, o gli altri mi hanno condizionato. Quanti sono i motivi che ci impediscono di fare quello che avremmo voluto? L’idea di questo post mi è venuta leggendo gli ultimi commenti scritti su “il senso dell’umorismo”. Troppi, siamo in troppi a guardarci indietro e chiederci: ma perché? perché non l’ho fatto? Io ci ho provato quasi sempre a fare quello che volevo, e quando altre mie decisioni sono state prese pensando “alla soddisfazione degli altri” le cose sono andate peggio.

Feb 21, 2008 - blog life    85 Comments

Il senso dell’umorismo

Esaurito, provvisoriamente, l’argomento solitudine, innesco una nuova miccia: quella del senso dell’umorismo. Vecchia storia, questa, dove le donne credono di averlo e gli uomini pure. Verrò attaccato all’istante, lo so, ma attraverso le mie esperienze di vita ho appurato che il senso dell’umorismo del mondo femminile è decisamente minore rispetto a quello maschile. Averlo appurato non significa naturalmente che abbia ragione: è solo una constatazione personale. Di loro, cioè delle donne, posso dire che sono decisamente più furbe e più scaltre; noi uomini, soprattutto se ci troviamo di fronte a loro e alla loro bellezza, diventiamo un po’ coglioni. Crediamo di essere cacciatori, e invece le nostre belle prede sanno come farci cadere nelle trappole che noi stessi abbiamo disseminato lungo la strada. In ogni caso sono rare le donne che ti fanno ridere. O che sanno apprezzare battute sarcastiche. Spesso sono permalose e di rimando ti lanciano frecce avvelenate usando il solo sguardo. Gli uomini però, pur se dico che di senso dell’umorismo ne hanno un tantino di più, scadono spesso nella volgarità, con battute stupide o barzellette che forse neanche mio nonno raccontava. E poi, secondo me, chi racconta barzellette non è detto che abbia quel tipo di umorismo che intendo io, ma è solo uno che vuole essere al centro dell’attenzione. Avere il senso dell’umorismo è indice di intelligenza acuta. O no? E l’intelligenza acuta delle donne, che non sfruttano per l’umorismo, si lancia verso altre mete. Quali siano le loro mete ce lo dicano loro.

Feb 15, 2008 - blog life    74 Comments

Sulla solitudine…

L’argomento famiglia, nel post precedente, ha avuto il suo successo, come era prevedibile. E allora adesso vorrei che si parlasse della solitudine, quella che ti prende anche in mezzo agli amici, o ad una folla, o in casa con tua moglie o tuo marito, figli, genitori, gatti e cani e criceti. Quella solitudine che leggi negli occhi di un ragazzo che lava i vetri al semaforo, o di quell’uomo di colore che vende i suoi articoli “griffati” in Piazza Cavallotti. Non ci confondiamo con la nostalgia: è un’altra cosa. E la solitudine di chi a volte, come me, ti prende quando sei lì che scrivi un romanzo o una sceneggiatura, quando qualcosa ti attanaglia lo stomaco e ti senti improvvisamente perso, lontano da tutto, inevitabilmente solo. Solitudine dell’anima che cerca, cerca, cerca sempre. Ma poi, forse, alla fine trova.